Clint Eastwood

Clint Eastwood Jr. nasce il 31 maggio 1930 a San Francisco. L'esordio al cinema è del 1955 in "Francis in the Navy" ma è solo nel 1959 che il prestante attore decolla, grazie al Rowdy Yates di "Rawhide", telefilm western che durerà sette anni. Notato da Sergio Leone, eccolo in "Per un pugno di dollari", western spaghetti che apre la trilogia del dollaro completata da "Per qualche dollaro in più" e "Il buono, il brutto e il cattivo", film che rendono la maschera di Eastwood indelebile nell'immaginario collettivo. Tornato negli Usa infila - senza smettere il cinturone - una serie di successi, da "Impiccalo più in alto" a "Gli avvoltoi hanno fame", e collabora con registi che lo formano, come Don Siegel.
"L'uomo dalla cravatta di cuoio" (film con cui esordisce la sua casa di produzione, la Malpaso) e ancor di più "La notte brava del soldato Jonathan" sono due tappe importantissime. Nel 1971 arriva "Ispettore Callahan, il caso Scorpio è tuo", dove nasce il personaggio di Dirty Harry, ennesima icona, che vivrà per altri quattro film. Arriva anche la regia con il thriller psicanalitico "Brivido nella notte". Il talento di Eastwood è evidente, soprattutto quando - come qui - s'allontana dai suoi temi e personaggi abituali, a cui tornerà l'anno dopo con il western "Lo straniero senza nome", primo dei molti omaggi ai suoi due maestri di cinema e di vita, Leone e Siegel.
Negli anni '70 Eastwood preferisce dirigersi, fatta eccezione per pochi autori di accertato talento, vedi il Michael Cimino esordiente di "Una calibro 20 per lo specialista" e il ritrovato Don Siegel di "Fuga da Alcatraz". Si nota la vena anarchica del suo cinema già da "L'uomo nel mirino", primo dei quattro film che girerà al fianco della compagna Sondra Locke (per cui lascia nel 1978 la moglie Maggie Johnston). Ma il vero punto di svolta è il crepuscolare "Bronco Billy". Nel 1982 gira "Firefox- Volpe di fuoco", il cui successo gli permette di girare "Honkytonk Man", storia intimista sul rapporto padre - figlio. Il film è un fiasco e la critica lo vede come il tentativo di rifarsi una verginità da parte di un attore d'azione che inizia a sentire il peso dell'età. Eastwood risente del colpo e passa gli anni '80 nel cinema commerciale, covando il desiderio di far ricredere i suoi detrattori. Ciò accade nel 1988 con "Bird", biografia di Charlie Parker da lui solo diretta, che svela la sua passione per il jazz. Il film vince due premi a Cannes e la reazione positiva della critica è unanime. Due anni dopo torna a Cannes con "Cacciatore bianco, cuore nero", in cui veste i panni di John Huston.
Fino al 1992 pensa più all'amministrazione di Carmel, la cittadina della California di cui fu eletto sindaco nel 1986, e alla sua relazione con Jacelyn Reeves. Quindi "Gli spietati". Western elegiaco che segna morte e rinascita del genere, vince 4 Oscar, tra cui miglior film e regia, e proietta Eastwood nell'Olimpo. Inizia qui la fase caratterizzata dall'immanenza della morte, che continua nel 1995 con "I ponti di Madison County", dove la protagonista si chiama Francesca come la figlia avuta nel 1993 da Frances Fisher, compagna di vita a cui recentemente è seguita Dina Ruiz, presto divenuta la sua seconda moglie. Quello stesso anno, Eastwood vince l'Oscar alla carriera. Nel 2000 arriva il Leone d'Oro alla carriera, la retrospettiva che la Mostra di Venezia gli dedica e l'apertura del festival con "Space Cowboys". Tra il 2003 e il 2006, Eastwood firma quelli che sono considerati i suoi capolavori assoluti: il dolente "Mystic River" nel quale 'si limita' a filmare un cast piglia-Oscar; lo struggente "Million Dollar Baby" che gli porta gli Oscar per miglior film e regia; e per finire l'inostenibile doppietta di "Flags of Our Fathers" e "Letters from Iwo Jima" (quest'ultimo vince peraltro il Globe come Miglior Film in Lingua Non Inglese). In quest'ultima occasione, per la quarta volta, è Eastwood stesso a firmare la soundtrack - meravigliosamente jazz - di un suo film.

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