- Nome: Jim
- Cognome: Sheridan
- Sesso: M
- Luogo di nascita: Dublino
- Data di nascita: 06/02/1949
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Settimana dal 07/05/2012 al 13/05/2012
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Jim Sheridan nasce il 6 febbraio 1949 a Dublino. Negli anni '80 si trasferisce a New York per ricoprire il ruolo di direttore artistico per l'Irish Arts Centre. Nel 1989 la sua opera prima "Il mio piede sinistro" - tratto dall'autobiografia dell'artista/scrittore disabile Christy Brown - gli porta due candidature all'Academy Award, per la regia e la sceneggiatura. Per l'occasione instaura una fruttuosa collaborazione con l'attore Daniel Day-Lewis che proprio per questa interpretazione vince l'Oscar.
Più elitario il suo secondo parto creativo, "Il campo". Nel 1993 la coppia Sheridan/Day-Lewis riesplode con il nuovamente biografico "In nome del padre", incentrato sull'irlandese Gerry Conlon, ingiustamente condannato per crimini perpetrati dall'IRA: il film vince l'Orso d'oro a Berlino e porta a Sheridan altre tre candidature all'Oscar, miglior film, regia e sceneggiatura.
Dopo aver scritto per i colleghi Newell ("Tir-na-nog") e George ("Una scelta d'amore", da lui prodotto e assai caratterizzato dal suo stile), 'duetta' nuovamente con Day-Lewis in "The Bozer" che riscuote pochi consensi. Continua l'attività di produttore ("La vera storia di Agne Browne" di Anjelica Huston e soprattutto "Bloody Sunday", vincitore dell'Orso d'oro a Berlino, che ricostruisce il ben noto massacro di Derry) e nel 2003 firma l'autobiografico "In America", melodramma sull'immigrazione irlandese negli Usa, che lo vede nuovamente candidato per la miglior sceneggiatura.
Più elitario il suo secondo parto creativo, "Il campo". Nel 1993 la coppia Sheridan/Day-Lewis riesplode con il nuovamente biografico "In nome del padre", incentrato sull'irlandese Gerry Conlon, ingiustamente condannato per crimini perpetrati dall'IRA: il film vince l'Orso d'oro a Berlino e porta a Sheridan altre tre candidature all'Oscar, miglior film, regia e sceneggiatura.
Dopo aver scritto per i colleghi Newell ("Tir-na-nog") e George ("Una scelta d'amore", da lui prodotto e assai caratterizzato dal suo stile), 'duetta' nuovamente con Day-Lewis in "The Bozer" che riscuote pochi consensi. Continua l'attività di produttore ("La vera storia di Agne Browne" di Anjelica Huston e soprattutto "Bloody Sunday", vincitore dell'Orso d'oro a Berlino, che ricostruisce il ben noto massacro di Derry) e nel 2003 firma l'autobiografico "In America", melodramma sull'immigrazione irlandese negli Usa, che lo vede nuovamente candidato per la miglior sceneggiatura.
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