- Nome: Joel
- Cognome: Coen
- Sesso: M
- Luogo di nascita: Minneapolis, Usa
- Data di nascita: 29/11/1954
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Settimana dal 23/08/2010 al 29/08/2010
Joel Coen nasce a Minneapolis nel 1954. Insieme al fratello Ethan è una delle coppie d'oro di Hollywood. Tra produzione, regia e sceneggiatura hanno sfornato dei veri e propri gioielli come, solo per citarne alcuni, "Fargo", "Il grande Lebowski" e "Fratello, dove sei?".
I suoi genitori sono Edward, professore di economia all'università del Minnesota, e Rita, storica dell'arte all'università St. Cloud State. Con i suoi primi soldi ha aquistato una Super-8. Come il fratello, ha studiato al Simon's Rock Early College e poi si è laureato all'università di New York.
Il suo film di debutto, girato con il fratello, è del 1984: il sanguinario racconto al nero "Blood Simple". Sempre nello stesso anno sposa Frances McDormand dalla quale ha avuto due bambini. La coppia, poi, ne ha adottato un terzo di nome Pedro. Tre anni dopo è la volta del divertito "Arizona junior" mentre l'89 regala ai cinefili il gangsteristico "Crocevia della morte", che per molti è ancora tra le sue pellicole migliori. Gli anni '90 costituiscono un vero e proprio trampolino di lancio che proiettano Joel e il fratello Ethan nell'olimpo delle star di Hollywood. Nel 1991 al Festival di Cannes viene premiato con la Palma d'oro il loro "Barton Fink". Nel 1994, sempre nell'ambito del festival francese, "Mister Hula Hoop" concorre e ottiene grandi riscontri critici. Probabilmente è "Fargo" (1995) il film che consacra i fratelli Coen. Con questa pellicola, i due fissano dei punti di forza che saranno una costante in molti dei loro lavori: la storia, spesso, si svolge nel passato; gli uomini sono colpiti da morti violente o non dignitose, mentre le donne muoiono 'fuori' dallo schermo; è quasi sempre presente un personaggio che parla veloce; molti film iniziano con una voce fuori campo e con la visione di un paesaggio. In "Fargo" recita Frances McDormand, moglie di Joel, che era incinta durante le riprese. Nel 1997 il film ha vinto un Oscar per la migliore sceneggiatura e ha portato la prestigiosa statuetta anche a Frances. In quello stesso anno, Joel dirige un Jeff Bridges in stato di grazia ne "Il grande Lebowski". Anche il nuovo secolo si apre, se così si può dire, nel segno dei fratelli Coen. Nel 2000 i due dirigono "Fratello, dove sei?", una simpatica commedia in cui George Clooney e John Turturro sono due evasi che cercano di rifarsi una vita andando alla ricerca di un tesoro nascosto. L'anno dopo Joel firma, con il fratello, la regia de "L'uomo che non c'era" con Billy Bob Thornton. Il film è girato in bianco e nero e riceve una candidatura ai Golden Globe per la migliore sceneggiatura. Nel 2003 c'è un breve ritorno alla commedia con "Prima ti sposo poi ti rovino" dove Catherine Zeta-Jones cerca di ottenere 'il massimo' dai suoi divorzi e si imbatte nell'avvocato Clooney. Segue "Ladykillers" in cui Tom Hanks, un ladruncolo mascherato da musicista, deve vedersela con una vecchietta fin troppo sveglia. Nel 2007 ritorna a dirigere un film drammatico con "Non è un paese che per vecchi". Il film vince un Golden Globe per la miglior sceneggiatura e un BAFTA per la miglior regia. Segue un'autentico trionfo alla notte degli Oscar: il film vince ben quattro statuette e i due si portano a casa quelle per il film, la regia e la sceneggiatura non originale.
I suoi genitori sono Edward, professore di economia all'università del Minnesota, e Rita, storica dell'arte all'università St. Cloud State. Con i suoi primi soldi ha aquistato una Super-8. Come il fratello, ha studiato al Simon's Rock Early College e poi si è laureato all'università di New York.
Il suo film di debutto, girato con il fratello, è del 1984: il sanguinario racconto al nero "Blood Simple". Sempre nello stesso anno sposa Frances McDormand dalla quale ha avuto due bambini. La coppia, poi, ne ha adottato un terzo di nome Pedro. Tre anni dopo è la volta del divertito "Arizona junior" mentre l'89 regala ai cinefili il gangsteristico "Crocevia della morte", che per molti è ancora tra le sue pellicole migliori. Gli anni '90 costituiscono un vero e proprio trampolino di lancio che proiettano Joel e il fratello Ethan nell'olimpo delle star di Hollywood. Nel 1991 al Festival di Cannes viene premiato con la Palma d'oro il loro "Barton Fink". Nel 1994, sempre nell'ambito del festival francese, "Mister Hula Hoop" concorre e ottiene grandi riscontri critici. Probabilmente è "Fargo" (1995) il film che consacra i fratelli Coen. Con questa pellicola, i due fissano dei punti di forza che saranno una costante in molti dei loro lavori: la storia, spesso, si svolge nel passato; gli uomini sono colpiti da morti violente o non dignitose, mentre le donne muoiono 'fuori' dallo schermo; è quasi sempre presente un personaggio che parla veloce; molti film iniziano con una voce fuori campo e con la visione di un paesaggio. In "Fargo" recita Frances McDormand, moglie di Joel, che era incinta durante le riprese. Nel 1997 il film ha vinto un Oscar per la migliore sceneggiatura e ha portato la prestigiosa statuetta anche a Frances. In quello stesso anno, Joel dirige un Jeff Bridges in stato di grazia ne "Il grande Lebowski". Anche il nuovo secolo si apre, se così si può dire, nel segno dei fratelli Coen. Nel 2000 i due dirigono "Fratello, dove sei?", una simpatica commedia in cui George Clooney e John Turturro sono due evasi che cercano di rifarsi una vita andando alla ricerca di un tesoro nascosto. L'anno dopo Joel firma, con il fratello, la regia de "L'uomo che non c'era" con Billy Bob Thornton. Il film è girato in bianco e nero e riceve una candidatura ai Golden Globe per la migliore sceneggiatura. Nel 2003 c'è un breve ritorno alla commedia con "Prima ti sposo poi ti rovino" dove Catherine Zeta-Jones cerca di ottenere 'il massimo' dai suoi divorzi e si imbatte nell'avvocato Clooney. Segue "Ladykillers" in cui Tom Hanks, un ladruncolo mascherato da musicista, deve vedersela con una vecchietta fin troppo sveglia. Nel 2007 ritorna a dirigere un film drammatico con "Non è un paese che per vecchi". Il film vince un Golden Globe per la miglior sceneggiatura e un BAFTA per la miglior regia. Segue un'autentico trionfo alla notte degli Oscar: il film vince ben quattro statuette e i due si portano a casa quelle per il film, la regia e la sceneggiatura non originale.
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