John Malkovich

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  • Nome: John
  • Cognome: Malkovich
  • Sesso: M
  • Luogo di nascita: Benton
  • Data di nascita: 09/12/1953
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Settimana dal 07/05/2012 al 13/05/2012

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Totale incasso
John Malkovich nasce a Benton il 9 dicembre 1953. Studia ancora quando, con Gary Sinise, fonda lo Steppenwolf Theater, una compagnia teatrale che ottiene un certo successo e della quale è anche regista. Si trasferisce poi a New York, dove lavora a Broadway e nell'off-Broadway, nel dramma di Sam Shepard "True west". Nel 1982 sposa l'attrice Glenne Headly. Fa il suo esordio nel cinema nel 1983 (proprio con la versione filmica di "True west") e già l'anno dopo raggiunge il successo, quando è candidato all'Oscar come miglior non protagonista per "Le stagioni del cuore", dove interpreta un cieco di guerra che durante la Depressione tenta di salvare la sua terra dall'assalto della speculazione finanziaria. Nello stesso anno si fa notare in una parte di secondo piano in "Urla del silenzio": è un americano nella Saigon prossima alla disfatta. Nel 1986 è il figlio scioperato di Dustin Hoffman (con cui aveva recitato anche a teatro) nel milleriano "Morte di un commesso viaggiatore". L'anno dopo recita in un altra opera teatrale adattata per lo schermo: "Lo zoo di vetro", tratto da Williams. Agile, pronto, adattabile, in quello stesso 1987 è uno spregiudicato prigioniero americano ne "L'impero del sole" di Spielberg. Attore versatile, non rifiuta nemmeno la commedia, come il pasticciato e fantascientifico "Cercasi l'uomo giusto", dove è uno scienziato pazzo. Nel 1988 divorzia per sposare l'aiuto regista italo-francese Nicoletta Peyron, che gli darà due figli. Nel 1989 eccolo protagonista del settecentesco "Le relazioni pericolose" di Frears: Malkovich è un perfetto Valmont, seduttore cinico sedotto, pedina nel gioco condotto da una ben più cinica Glenn Close. E' nato un nuovo sex-symbol, intellettuale. L'anno seguente interpreta "Il tè nel deserto", dando di nuovo prova di grandi capacità drammatiche. Nel 1991 - a riprova del suo ecclettismo - è il clown di "Ombre e nebbia" di Woody Allen e nel 1993 è lo psicopatico che vorrebbe uccidere il presidente di "Nel centro del mirino" dove recita nel fianco di uno straordinario Eastwood (ma è lui ad essere candidato all'Oscar, sempre come non protagonista). Nel 1995 interpreta per De Oliveira "Il convento"; è una sorta di alter-ego di Antonioni, interpretando il regista-narratore di "Al di là delle nuvole"; e infine incarna l'idiota carnefice suo malgrado ne "L'orco" di Schlondorff. Quello stesso anno, il magazine 'Empire' lo inserisce nella classifica dei 100 attori più sexy della storia del cinema. Nel 1996 - dopo aver incarnato il marito egoista in "Ritratto di signora" - torna a lavorare con Frears per "Mary Reilly", dove rielabora assieme al regista il mito letterario di Jekyll & Hyde: la trasformazione è giocata quasi soltanto sulla psicologia, mirabilmente, rivelando una volta ancora, nell'attore, la capacità di adattare il volto e la personalità a personaggi diversissimi. Quasi calvo, le orecchie troppo grandi e la testa sproporzionata rispetto al corpo, Malkovich (alto solo 1 metro e 67), sullo schermo si trasforma, aderendo fisicamente e psicologicamente al personaggio che sta interpretando. I risultati più eclatanti - su questo fronto - sono nelle pellicole nelle quali è diretto e affiancanto dall'ex-socio Sinise: "Gli implacabili" e "Uomini e topi". Non disdegna di frequentare l'action-movie ("Con Air") e le apparizioni rapide ma efficaci ("Scomodi omicidi", "Rounders")... Ma lo ritroviamo perfettamente a suo agio soprattutto nel cinema in costume ("La maschera di ferro", "Il tempo ritrovato", "Giovanna d'Arco"). A renderlo sempre più popolare giungono il ritratto a tinte fosche del regista Murnau ne "L'ombra del vampiro" e il ruolo di... sè stesso (e guardate quant'è impietoso e autodistruttivo il simpaticissimo John) nel grottesco, acclamato "Essere John Malkovich". Nel 2001, John continua a dimostrare al mondo la sua versatilità: passa dal ruolo del raffinato regista nell'intimista "Ritorno a casa" a quello di volgare mafiosetto nel fracassone "Compagnie pericolose".

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