- Nome: Julianne
- Cognome: Moore
- Sesso: F
- Data di nascita: 03/12/1960
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Settimana dal 23/08/2010 al 29/08/2010
Julianne Moore, pseudonimo di Julie Anne Smith, nasce a Fort Bragge il 3 dicembre 1960. Figlia di un giudice militare e di una psichiatra, studia recitazione alla School of Performing Arts di Boston. Finiti gli studi, comincia subito a recitare in numerosi spettacoli teatrali della scena off-Broadway. Nel 1985 inizia a lavorare attivamente in televisione e nel 1990 fa il suo esordio sul grande schermo ne "I delitti del gatto nero" di Harrison. La sua bellezza non comune e il suo moderno stile di recitazione non passano inosservati. Eccola quindi in breve tempo calarsi nei panni di affabile amica di famiglia ne "La mano sulla culla" di Hanson, coraggiosa dottoressa ne "Il fuggitivo" di Davis, moglie trascurata in "Body Of Evidence" di Edel, sensibile cameriera in "Benny & Joon" di Chechik. Nel 1993 Altman la sceglie per "America oggi" dove monologa nevroticamente, nuda dalla cinta in giù: il suo saggio interpretativo è tra le vette più alte del magistrale film corale (il cui intero cast si accaparra la Coppa Volpi a Venezia).
L'anno dopo, la Moore ci regala la sua più intensa interpretazione: è la bella Elena in "Vanya sulla 42ma strada" di Malle, dove i toni da 'cinema veritè' ben si adattano alla totale, scoperta emozionalità con cui la straordinaria attrice vive il cechoviano ruolo. Ugualmente virtuosistica è nell'allegorico "Safe" di Haynes dove interpreta una ricca casalinga afflitta da un'inspiegabile allergia. Nel 1995 è la tenera mogliettina incinta dell'esile "Nove mesi" di Columbus e l'esperta di elettronica del becero "Assassins" di Donner, mentre l'anno successivo è la più arcigna tra le conquiste del celebre pittore in "Surviving Picasso" di Ivory. Il 1997 è decisamente il suo anno: dopo aver simpaticamente interpretato la svitata paleontologa del fortunatissimo "Il mondo perduto" di Spielberg, eccola affrontare con l'intimo trasporto che le è abituale il ruolo di materna porno-star in "Boogie Nights" di Anderson, che le regala una meritatissima candidatura all'Oscar. Perfetta risulta poi, l'anno successivo, nei panni della pittrice femminista del grottesco "Il grande Lebowski" dei fratelli Coen e dell'agguerrita omosessuale del remake di "Psycho" di Van Sant. Nel 1999 dopo aver partecipato ai corali "La fortuna di Cookie" di Altman e "Un marito ideale" di Parker fornisce tre smagliantissime interpretazioni: è una devota moglie al capezzale dell'amato marito in "Magnolia" di Anderson, l'amabile provincialotta di "A map of the world" di Elliott e la borghese passionale e contorta di "Fine di una storia" di Jordan, ruolo per il quale ottiene la sua seconda candidatura all'Oscar. Tra il 2000 e il 2001 la Moore continua ad essere onnipresente; rimpiazza Jodie Foster nel fortunatissimo "Hannibal", sequel de "Il silenzio degli innocenti"; ha un cameo nella commedia all-black "The ladies man"; partecipa al fantascientifico "Evolution" e al melodrammatico "The shipping news". Nel 2001 'People' la inserisce nella classifica delle 50 dive più belle del pianeta. Il 2002 è il suo anno: viene candidata all'Oscar ben due volte... per "Lontano dal paradiso" (Coppa Volpi a Venezia) e "The Hours", in entrambe i casi interpretando casalinghe molto inquiete. Un ruolo più leggero se lo ritaglia bisticciando con Pierce Brosnan in "Laws of Attraction", mentre nel 2004 torna a inquietare con il thriller fantastico "The Forgotten". Nel 2006, è nella simpatica commedia, "Uomini & donne: Tutti dovrebbero venire almeno una volta!", ed è impegnata accanto a Samuel L. Jackson nel thriller "Il colore del crimine". Ancora nuovi ingaggi per Julianne Moore, che nel 2007 anno lavora a ben tre pellicole: "Next", nel quale è al fianco di Nicolas Cage, "I figli degli uomini" per la regia di Alfonso Cuarón e il drammatico "Savage Grace", storia della famiglia Baekeland. E' stata sposata due volte - con Sundar Chakravarthy e con l'attore John Gould Rubin - e ha due figli.
L'anno dopo, la Moore ci regala la sua più intensa interpretazione: è la bella Elena in "Vanya sulla 42ma strada" di Malle, dove i toni da 'cinema veritè' ben si adattano alla totale, scoperta emozionalità con cui la straordinaria attrice vive il cechoviano ruolo. Ugualmente virtuosistica è nell'allegorico "Safe" di Haynes dove interpreta una ricca casalinga afflitta da un'inspiegabile allergia. Nel 1995 è la tenera mogliettina incinta dell'esile "Nove mesi" di Columbus e l'esperta di elettronica del becero "Assassins" di Donner, mentre l'anno successivo è la più arcigna tra le conquiste del celebre pittore in "Surviving Picasso" di Ivory. Il 1997 è decisamente il suo anno: dopo aver simpaticamente interpretato la svitata paleontologa del fortunatissimo "Il mondo perduto" di Spielberg, eccola affrontare con l'intimo trasporto che le è abituale il ruolo di materna porno-star in "Boogie Nights" di Anderson, che le regala una meritatissima candidatura all'Oscar. Perfetta risulta poi, l'anno successivo, nei panni della pittrice femminista del grottesco "Il grande Lebowski" dei fratelli Coen e dell'agguerrita omosessuale del remake di "Psycho" di Van Sant. Nel 1999 dopo aver partecipato ai corali "La fortuna di Cookie" di Altman e "Un marito ideale" di Parker fornisce tre smagliantissime interpretazioni: è una devota moglie al capezzale dell'amato marito in "Magnolia" di Anderson, l'amabile provincialotta di "A map of the world" di Elliott e la borghese passionale e contorta di "Fine di una storia" di Jordan, ruolo per il quale ottiene la sua seconda candidatura all'Oscar. Tra il 2000 e il 2001 la Moore continua ad essere onnipresente; rimpiazza Jodie Foster nel fortunatissimo "Hannibal", sequel de "Il silenzio degli innocenti"; ha un cameo nella commedia all-black "The ladies man"; partecipa al fantascientifico "Evolution" e al melodrammatico "The shipping news". Nel 2001 'People' la inserisce nella classifica delle 50 dive più belle del pianeta. Il 2002 è il suo anno: viene candidata all'Oscar ben due volte... per "Lontano dal paradiso" (Coppa Volpi a Venezia) e "The Hours", in entrambe i casi interpretando casalinghe molto inquiete. Un ruolo più leggero se lo ritaglia bisticciando con Pierce Brosnan in "Laws of Attraction", mentre nel 2004 torna a inquietare con il thriller fantastico "The Forgotten". Nel 2006, è nella simpatica commedia, "Uomini & donne: Tutti dovrebbero venire almeno una volta!", ed è impegnata accanto a Samuel L. Jackson nel thriller "Il colore del crimine". Ancora nuovi ingaggi per Julianne Moore, che nel 2007 anno lavora a ben tre pellicole: "Next", nel quale è al fianco di Nicolas Cage, "I figli degli uomini" per la regia di Alfonso Cuarón e il drammatico "Savage Grace", storia della famiglia Baekeland. E' stata sposata due volte - con Sundar Chakravarthy e con l'attore John Gould Rubin - e ha due figli.
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